Chi è Capocciara?

Da dove sono partita


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Questo Blog nasce da una presa di coscienza:

Se il mondo decide di remarti contro, sali su quella barca e rema con lui.

La chiave per il successo personale è racchiusa in un concetto tanto banale quanto efficace: CAMBIARE PROSPETTIVA.

Avete presente l’espressione: “se cade il mondo io mi sposto”? Bene. TATUATEVELA IN FRONTE, se necessario.

Vi offro la mia testimonianza come prova concreta del fatto che, l’arte del vaffanculo sarà pure una libidine, ma quella del “sono più forte e me ne fotto” è deliziosamente impareggiabile.

Questo era il lontano 2013.
Nasce come gioco di una studentessa fuori sede, trapiantata a Milano con tanti sogni nel cassetto e un’irrefrenabile voglia di scrivere.


Come sono diventata

il risveglio


Sono quella che vive nell’ordine del suo disordine, che ha una pila di libri

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impolverati con su l’alone tondo della tazza del caffè, che non imparerà mai a nascondere abbastanza i fili della TV.

Colleziono bouquet e addii al nubilato di cui non sono palesemente la protagonista, così…perché mi dice culo.

Consumatrice compulsiva di Libri, Vino, Musica, Parole e Vita.

Un giorno mi sono svegliata dal torpore di un’esistenza vissuta a metà e ho deciso di sorridere.

 


 Dove sono diretta


Photo by Nicolas Prieto on Unsplash

Più su.
Più in alto delle mie aspettative e più in basso di quelle degli altri.

Sono una di quelle che ha iniziato a scrivere in prima elementare.
Il mio primo scritto è stato pubblicato nella sezione “dettati” del Collegio Sant’Ignazio di Messina, con grande gaudio dell’intera famiglia – prozie con i baffi comprese – e recitava più o meno così: << Ogi abiamo studiato cosa diventa un chico di grano. Intanto Mario Rossi, star internazionale, è uschito con li amici […] >>.

Scrivo da che ne ho memoria.
L’unico torto che mi permetto di fare alla grammatica italiana è l’uso delle maiuscole.
Esistono Parole che racchiudono un significato troppo grande e mi piace celebrarle con quel che si meritano.

Oggi scrivo di Storie disastrose di una coppia nutrizionalmente disequilibrata – la mia, la Nostra.
Tante, anche troppe, divagazioni libere.
Scopro il mondo e la mia terra – a parti inverse e giorni alterni.
Ho combattuto (ma continuerò a farlo per voi) contro le crudeli e dure verità del magico mondo maschile, collezionando un curriculum sentimentale decisamente improbabile.

Poi, a volte, mangio [tanto] e mi sento in dovere di raccontarvelo, così da non sentirmi troppo sola al cospetto della bilancia. Però rido, rido un sacco con amici di sempre e amici nuovi, tanto da entrare a far parte di gruppi numericamente in difficoltà che improvvisano avventure strampalate.

Infine leggo.

Immaginate una catasta di libri in ogni angolo della casa e poi immaginate una folgorata che deve uscire senza portafoglio perché se inciampa in una libreria è capace di spendere l’intero sudato stipendio.

Ecco. Quella è la mia casa, quella sono io.

Una vita di:”5 minuti e ho finito, giuro!” che se mi avessero pagato per ogni ora passata all’interno delle librerie di tutto il Paese a quest’ora i pronipoti dei miei pronipoti camperebbero di rendita.

Le parole: la più alta forma di stupefacente naturale racchiusa in migliaia di pagine che profumano di storie da raccontare, di bestemmie inespresse, di ironia, Sensazioni, pensieri, riflessioni.

E che tributo alle Parole sia, allora. E al mio comodino, fedele compagno di mille letture.

Insomma, non parli di un cazzo.
– Esatto.

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